Il carteggio si svolge nel biennio 1901-1902 tra Graz e Trieste, all’epoca entrambe austriache. Se la prima era una città di forti tradizioni culturali, sede di una delle più antiche Università, Trieste era uno dei principali porti dell’Adriatico, in cui si concentravano grandissimi interessi commerciali e finanziari, legati soprattutto ai cantieri navali e alle compagnie assicurative.
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Si trattava di un centro multietnico, dove si mescolavano e talvolta si scontravano nazionalità e religioni diverse. Il cosmopolitismo di Trieste è confermato dalla presenza in città di una gran varietà di luoghi di culto, dalle chiese cattoliche a quella luterana, dalla sinagoga alle chiese ortodosse serba e greca. Anche i cimiteri triestini (cattolico, protestante, israelitico, islamico e ortodosso) rispecchiano fedelmente le varie anime che componevano la popolazione cittadina. Tra le tante comunità presenti, numerosa era quella italiana e molto forti erano le rivendicazioni irredentiste, che portarono poi nel 1920 all’annessione di Trieste all’Italia.
Se l’ambientazione in questa “città di frontiera” rende particolarmente interessanti le vicende narrate, altrettanto si deve dire per il periodo storico in cui esse si collocano. Gli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento sono infatti caratterizzati da grandi fermenti culturali e sociali, che trovano un’eco inconfondibile nel racconto stesso dei protagonisti delle lettere.